L’Associazione intende valorizzare l’aspetto umano e sociale dell’operatore di Giustizia.

Gli associati riconoscono l’alto valore democratico cui si ispira il sodalizio e tendono ad una organizzazione, amministrazione e gestione apartitica e rispettosa delle vigenti leggi, anche in materia di pubblica sicurezza e concernenti le autorizzazioni necessarie ai fini dell’espletamento delle attività istituzionali.

I contenuti e la struttura dell’associazione sono ispirati ai principi democratici e la partecipazione all’attività istituzionale avverrà in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità. L’associazione, pertanto, oltre a garantire la costante e continuativa democraticità della struttura e l’elettività delle cariche, condanna fermamente qualsiasi discriminazione tra i consociati e ribadisce che ogni mansione svolta nell’ambito dell’associazione gode di pari dignità.

L’umana natura, seppur guardata benevolmente dal sodalizio, può necessariamente essere migliorata.
Gli associati ed i Soci fondatori sono invitati a mantenere un atteggiamento improntato alla imparzialità ed alla correttezza dei rapporti, astenendosi dal denigrare o ledere in qualunque modo l’immagine degli altri associati o soci.

Indipendentemente dalla valenza penale di tale azione, coloro che per qualsiasi motivo, personale o professionale, discreditano l’operato di altri o l’altrui persona, saranno invitati dal Presidente alla presenza del Consiglio Direttivo ad un contegno civile, rispettoso e propositivo dando voce ad eventuali critiche in ambito assembleare ove ognuno potrà esprimere le proprie riserve e rendersi disponibile per un eventuale affiancamento.

Coloro che malgrado l’ammonito reitereranno critiche infeconde o contravverranno ai princìpi di imparzialità e democrazia saranno espulsi dall’associazione per indegnità in quanto tale comportamento è considerato lesivo dell’immagine, del prestigio e della rispettabilità dell’associazione e dei valori che intende sostenere.

I soci agiranno quindi secondo i principi di equità ed eguaglianza, con trasparenza ed onestà, riservatezza ed imparzialità.

Sarà ritenuto indegno il giudice che tenterà di influenzare il giudizio di altri membri della Giuria del Premio letterario.

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