Maresciallo di Pubblica Sicurezza. Vittima di un attentato delle Brigate Rosse. (Vejano, 10 agosto 1927 – Roma, 7 dicembre 1979)Maresciallo di Pubblica Sicurezza. Vittima di un attentato delle Brigate Rosse. (Vejano, 10 agosto 1927 – Roma, 7 dicembre 1979)Mariano Romiti entrò in Polizia nel 1948 e, dopo aver frequentato la Scuola di Caserta, prestò servizio in Reparti di Roma, Senigallia, e, da ultimo, presso la Questura di Roma. Fu nominato Vice Brigadiere nel 1963 e divenne Maresciallo Scelto nel 1976.
Comandante della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato Centocelle da ben undici anni, Romiti aveva partecipato alla costituzione del primo sindacato della Polizia di Stato.

Nel 1965 fu insignito della Medaglia d’Argento al Merito e nel 1978 dell’Onorificenza di Cavaliere OMRI. Ricevette “Parole di Lode” ed encomi per operazioni di polizia giudiziaria di speciale importanza.

Il 7 dicembre 1979 doveva recarsi al Tribunale di Roma, per testimoniare ad un processo; per tale motivo, intorno alle otto meno un quarto del mattino, stava raggiungendo a piedi e in borghese la fermata dell'autobus che l'avrebbe portato a destinazione. All'improvviso comparvero dei terroristi che gli spararono contro dei colpi di arma da fuoco, uno dei terroristi prima di scappare prese la sua borsa, certo che contenesse un’arma che avrebbe fatto comodo all’organizzazione.

In seguito le Brigate Rosse rivendicarono l'omicidio, che rientrava in una “campagna” messa in atto dalle Br per colpire quegli appartenenti alle forze dell’ordine particolarmente attenti a individuare, nei quartieri di Roma, coloro che potevano svolgere funzioni di fiancheggiamento delle formazioni terroristiche.

Fu insignito della medaglia d’oro al Valor Civile “alla memoria”, il 25 marzo 1996.

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